Diabrotica del mais

Descrizione

La Diabrotica del mais è l'ultima, in ordine di arrivo, delle avversità di cui i maiscoltori lombardi si sono dovuti occupare. Ampiamente diffusa nel Midwest degli Stati Uniti e nei Paesi del Centro-Est Europa, la sua diffusione nel nord Italia e in particolare in Lombardia minaccia ogni anno la coltivazione del mais nelle aree maggiormente infestate dove le popolazioni hanno trovato condizioni ideali per il loro sviluppo.

Ad oggi la Diabrotica, insieme ad altre due specie congeneri, rappresenta l'avversità di maggiore importanza per la coltivazione del mais negli USA dove risulta particolarmente attiva nell'area del Midwest.

In Europa Diabrotica virgifera virgifera è stata segnalata per la prima volta nel 1992 nelle vicinanze di Belgrado, da dove poi ha iniziato a diffondersi in tutto il Centro-Est Europa.

Dal 2000 focolai sono stati segnalati progressivamente in quasi tutti i Paesi europei, in molti dei quali le popolazioni sono ormai stabili. Focolai isolati si trovano solamente in Francia, Germania, Svizzera. Ad oggi l'insetto non è stato ancora segnalato nella penisola Iberica, mentre nel 2009 è stato trovato in Grecia.
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In Italia il primo rinvenimento è avvenuto nel 1998 nelle vicinanze di Venezia in un focolaio che, grazie agli sforzi del Servizio Fitosanitario, è stato estinto dopo alcuni anni di applicazione di misure di eradicazione.

Una seconda introduzione nel 2000 ha dato origine ad una secondo focolaio nel Nord-Ovest della Lombardia, da dove l'insetto si è diffuso in tutta la regione ed in Piemonte.
Con una terza introduzione nel 2002 l'insetto è stato ritrovato ancora ad Est, in Friuli Venezia Giulia. Attualmente la Diabrotica risulta stabilmente presente in Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia Romagna. Alcuni esemplari sono stati catturati nell'estate 2008 nel Lazio, nel comune di Fiumicino e nel 2009 in provincia di Bolzano.

Ciclo biologico
La Diabrotica compie un'unica generazione l'anno, a spese essenzialmente delle piante di mais:
• sverna nel terreno allo stadio di uovo;
• le larve neonate, presenti dalla prima metà di maggio (il periodo varia leggermente di anno in anno), iniziano a nutrirsi delle radici del mais minandole prima dall'interno e poi attaccandole dall'esterno;
• le uova schiudono sino ai primi di giugno;
• le larve sono presenti nel terreno fino a metà luglio (in funzione del momento di inizio del ciclo);
• gli adulti emergono dal terreno a partire dalla seconda metà di giugno fino a fine luglio;
• gli adulti rimangono attivi fino all'autunno;
• gli adulti si accoppiano poco dopo essere emersi dal terreno e dopo 10-14 giorni iniziano le ovideposizioni;
• le uova vengono deposte in gruppi di 40-60 ogni 7 giorni circa, per un totale stimato di 400-450 uova vitali per femmina;
• le uova rimarranno in diapausa sino alla primavera successiva e completeranno lo sviluppo solo in primavera.
Gli adulti si nutrono principalmente:

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• del polline del mais e di diverse Poacee, Fabacee, Cucurbitacee e Asteracee, alcune delle quali sono comuni infestanti del mais o crescono ai bordi degli appezzamenti;

• altre fonti di cibo sono rappresentate dalle foglie del mais e dalle cariossidi neoformate, che vengono attaccate dopo la fioritura.

Danni
I danni più significativi sono causati principalmente dall'attività trofica delle larve sulle radici.Il numero di larve necessarie per determinare un danno significativo dipende dal livello della popolazione e dai fattori che influiscono sullo sviluppo radicale (tipo di ibrido, irrigazione, concimazioni, condizioni ambientali, ecc..).diabrotica_f3
Se solo una parte dell'apparato radicale risulta compromessa, il danno è essenzialmente di tipo fisiologico , con una riduzione delle fitness della pianta e conseguente ripercussione sulla produzione finale.
Se buona parte dell'apparato radicale viene distrutta, al danno fisiologico si aggiunge quello meccanico.
La pianta tende ad inclinarsi sul lato fino a risultare completamente allettata nei casi più gravi. La pianta tende poi a risollevarsi in posizione verticale assumendo la classica forma a "collo d'oca".

La situazione può essere aggravata dall'attività trofica degli adulti che si nutrono delle sete fiorali tagliandole alla base, riducendo la fecondazione e quindi la produzione della granella.

Meno significativo il danno provocato dagli adulti che si nutrono della granella neoformata e le erosioni che possono essere provocate sulle foglie. Il danno complessivo risulta dunque dalla somma di diverse componenti, fra le quali il danno provocato alle radici rappresenta la più significativa.

In aree irrigue il danno radicale può essere compensato da una rigenerazione dell'apparato radicale danneggiato e anche il numero di piante inclinate o allettate risultare inferiore. L'interferenza dell'attività degli adulti sulla fecondazione può diventare significativa quando il picco degli adulti compare prima della fine della fioritura e solo con popolazioni molto elevate.

I danni compaiono generalmente in aree localizzate dell'appezzamento e tendono ad essere distribuiti più uniformemente nelle aree irrigue.

I danni economici sono difficili da valutare e si verificano solo in appezzamenti in monosuccessione e in presenza di popolazioni medio-elevate e condizioni ambientali non favorevoli allo sviluppo del mais (es. stress idrico). Molti fattori intervengono nella determinazione del danno economico, che talvolta si posiziona a livelli bassi o essere mascherato da altri fattori e passare quindi inosservato.

Possibilità di controllo
Contrariamente ad altre avversità, occorrono popolazioni elevate di Diabrotica perché si verifichino danni economici alla coltura.

La gestione dell'insetto deve mirare dunque ad evitare l'incremento delle popolazioni, affinché si mantengano sempre al di sotto della soglia di danno.

La Diabrotica è un insetto strettamente legato alla coltura del mais e per tale ragione il rischio di danno si verifica solamente negli appezzamenti in monosuccessione.

La rotazione colturale o l'interruzione della monosuccessione anche solo per un anno, impediscono la crescita delle popolazioni, risultando gli strumenti più efficaci nella gestione dell'avversità.

In aree fortemente infestate i campi di mais in rotazione vanno comunque sempre monitorati per verificare il livello di adulti presenti, soprattutto se viene seminato mais in secondo raccolto.

Dove la soglia di intervento non è ancora stata raggiunta o negli appezzamenti nei quali la monosuccessione è irrinunciabile per ragioni di economia aziendale, altre possibilità di controllo posso essere utilizzate.

È importante dire che in condizioni di infestazione medio-alta nessuna pratica applicata di per sé è in grado di garantire il 100% di controllo. La strategia deve essere dunque di tipo integrato e valutata in funzione di diversi fattori.

Pratiche agronomiche:
hanno un'importanza non secondaria in molte situazioni. Scelte corrette e gestione attenta della coltura sono alla base di una buona produttività e della capacità della coltura di tollerare e reagire all'attacco della Diabrotica.

- scelta dell'ibrido (adattabilità alle condizioni ambientali, calibro del seme, fenologia e ciclo vegetativo, destinazione, ecc.)
- rincalzatura,
- irrigazione,
- concimazioni azotate,
- tutti quei fattori agronomici che favoriscono lo sviluppo delle radici e l'ottimale crescita del mais.

Le semine precoci:
fanno sì che la pianta abbia un apparato radicale già ben sviluppato al momento in cui le larve iniziano a mangiare. La semina anticipata, compatibilmente con la possibilità di un buon avvio della coltura, permette inoltre un anticipo della fioritura con il vantaggio che il mais sia fecondato prima del picco di presenza degli adulti.

Al contrario, semine eseguite in prossimità della schiusa della uova espongono il mais al rischio di un danno significativo.

Se la semina avviene indicativamente dopo che il 50% delle uova è già schiuso, generalmente non si verificano danni importanti all'apparato radicale.
Tale epoca di semina è talvolta difficilmente compatibile con l'obiettivo di redditività della coltura.

I prodotti concianti:
soprattutto quelli di più recente introduzione indicati per questa avversità, sono in grado di garantire una buona protezione dell'apparato radicale e quindi una migliore resa della coltura. In condizioni di popolazioni elevate non sono tuttavia in grado di prevenire totalmente la comparsa di danni economici. I prodotti concianti non sono efficaci nel ridurre in modo significativo le popolazioni di adulti e non sono quindi adatti da soli per la gestione delle popolazioni nel medio-lungo periodo.

I geodisinfestanti:
si sono dimostrati efficaci nel contenere il danno alle radici, ma il livello di efficacia varia molto in funzione delle diverse condizioni di applicazione. Il dosaggio e la persistenza sono parametri fondamentali per garantire un buon contenimento delle larve di Diabrotica. Nel caso di semine primaverili eseguite nella prima metà di marzo, la persistenza dei prodotti potrebbe non essere tale da permette un controllo efficace della Diabrotica. In questi casi è possibile ricorrere ad un'applicazione in copertura al momento della schiusa delle uova.

Si raccomanda di verificare attentamente l'etichetta ed i dosaggi, nonché di tarare in modo preciso le macchine prima dell'applicazione.

I trattamenti insetticidi adulticidi:
sono un altro strumento efficace per contenere le popolazioni nell'anno in corso e negli anni successivi.

L'efficacia di diversi prodotti si è dimostrata molto buona, ma è importante posizionare e distribuire correttamente il trattamento per raggiungere l'obiettivo che ci si è prefissi.

A seconda del momento di applicazione e dell'annata, su mais seminato dopo loietto o cereale vernino lo stesso trattamento può controllare sia il danno degli adulti sulle sete al momento della fioritura sia l'attacco della seconda generazione di Piralide. Su mais di prima semina, nei nostri ambienti un unico trattamento spesso non garantisce un efficace controllo di entrambe le avversità. Se posizionato all'inizio delle ovideposizioni, il trattamento può risultare efficace nel contenimento delle popolazioni nel tempo. Onde evitare spese inutili e ridurre l'impatto ambientale dei trattamenti, è necessario fare un'attenta valutazione della popolazione in campo prima di decidere di intervenire.

Il monitoraggio
Il monitoraggio della Diabrotica rappresenta uno strumento fondamentale per la corretta gestione dell'insetto. Senza questa indicazione risulta infatti estremamente difficile poter prevedere il potenziale di danno dell'insetto a livello di appezzamento.

Fra i numerosi dispositivi utilizzati, le trappole cromotropiche di tipo Pherocon AM sono state scelte dal Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia come standard di riferimento. Nella sezione Documentazione è possibile scaricare una brochure aggiornata che ne spiega l’utilizzo.

La situazione in provincia di Brescia

Essendo un insetto sottoposto a lotta obbligatoria, La Regione Lombardia ha istituito in tutte le province una rete di monitoraggio fin dal primo ritrovamento dell'insetto nel 2000.
In provincia di Brescia, già nel 2001 alcune trappole a feromone erano state poste nell'area attorno all'aeroporto di Montichiari, ma nessuna cattura era stata registrata.

Dal 2002 , in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) è iniziata un'attività di monitoraggio più capillare sul territorio provinciale. Nello stesso anno alcuni individui sono stati catturati nell'area Ovest della provincia, principalmente nei comuni a confine con la provincia di Bergamo.
Individui isolati sono stati catturati nell'area sud, al confine con la provincia di Cremona e nessun esemplare è stato osservato nelle trappole poste nei comuni della pianura Centro-Est.

Nel 2003 si è assistito ad un notevole incremento delle popolazioni nell'area dei comuni al confine con Bergamo e ad essi limitrofi, con segnalazioni localizzate di catture consistenti. Non sono state tuttavia osservate o segnalate piante sintomatiche. Nello stesso anno catture di Diabrotica sono state osservate in tutta la provincia, con la sola esclusione dell'area sud-est a confine con il basso mantovano.

Accertata la presenza dell'insetto in tutta la provincia negli appezzamenti a mais in monosuccessione, nel 2004 il SFR ha modificato il protocollo di monitoraggio per renderlo più aderente alle esigenze di gestione delle popolazioni.

Attualmente in tutta la regione Lombardia si utilizzano esclusivamente trappole cromotropiche di tipo Pherocon AM secondo un protocollo comune. Oltre alla progressiva colonizzazione di tutti gli appezzamenti a mais, dal 2004 ad oggi (ad esclusione del 2007) si è assistito ad un continuo aumento delle popolazioni nei campi infestati, che ha portato alla comparsa dei primi danni nella stagione 2006 e alla loro progressiva espansione nel 2007, 2008 e 2009.

In seguito al verificarsi di condizioni estremamente favorevoli alla sopravvivenza dell'insetto, nella stagione 2009 in molti appezzamenti si è assistito ad un aumento significativo delle popolazioni e alla comparsa di danni, anche economici, che hanno pesato non poco sulle rese finali, già compromesse da un andamento stagionale non troppo favorevole alla coltura.

Si è stimato che nel 2009 in provincia di Brescia il 23% della superficie a mais, pari a circa 18.200 ettari, abbia subito attacchi consistenti da parte della Diabrotica, con perdite di resa variabili dal 5 al 25%. L'entità dei danni è stata aggravata anche dal fatto che molti appezzamenti non sono stati protetti a livello radicale al momento della semina.

L'elevato numero di adulti ha determinato in molte situazioni ovideposizioni abbondanti che rendono la stagione 2010 particolarmente critica negli appezzamenti in monosuccessione, soprattutto se si verificheranno ancora situazioni climatiche favorevoli per la sopravvivenza delle larve, come avvenuto negli ultimi due anni.