Mosca dell'olivo

Descrizione

La Mosca dell'olivo (Bactrocera oleae Gmelin) è un dittero tefritide diffuso in tutti gli aerali di produzione olivicola del bacino del Mediterraneo e costituisce il più importante fitofago dell'olivo.

La dannosità della mosca può variare in funzione delle caratteristiche dell'ambiente o dell'annata a seconda che queste siano tali da favorire o meno lo sviluppo delle generazioni dell'insetto.

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Ciclo biologico

La Mosca dell'olivo sverna prevalentemente allo stadio di pupa nel suolo e i primi adulti compaiono in primavera.

Le femmine, che si nutrono di polline e sostanze zuccherine, iniziano a deporre le uova all'interno delle drupe soltanto quando queste hanno raggiunto la fase di "indurimento del nocciolo"; nell'arco di un ciclo vitale una femmina può deporre alcune centinaia di uova che vengono collocate singolarmente all'interno di ciascuna drupa.

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Le uova schiudono dopo 2-6 giorni in estate e dopo una decina di giorni in autunno dando origine alle larve che, nutrendosi della polpa, scavano lunghe gallerie. Dopo 2-3 settimane, arrivate a maturità, si impupano all'interno della drupa per dare origine all'adulto dopo circa 10 giorni.

Le larve dell'ultima generazione si impupano invece nel terreno, dove rimangono in questo stadio fino alla primavera successiva.

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La durata del ciclo e il numero di generazioni che la Mosca può compiere annualmente variano da regione a regione e da zona a zona in relazione al clima ed in particolare alla temperatura atmosferica: lo sviluppo di uova e larve è infatti inibito a temperature inferiori ai 9-11°C e superiori ai 30-33°C mentre gli sfarfallamenti iniziano soltanto quando la temperatura supera i 14-16°C. Gli interventi di difesa vanno quindi pianificati anno per anno e tenendo in considerazione diversi parametri (latitudine, altitudine, esposizione, ecc.), alcuni dei quali possono variare anche all'interno di uno stesso oliveto.

Danni

I danni sono causati dalle larve che, scavando gallerie nel mesocarpo, compromettono la maturazione delle drupe e determinano danni quantitativi (perdita di polpa e cascola precoce) e danni qualitativi alla produzione; l'infestazione causa indirettamente una serie di alterazioni biochimiche nell'oliva, quali l'aumento del grado di acidità, che, oltre ad alterare le caratteristiche organolettiche dell'olio, lo rendono meno conservabile.

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Possibilità di controllo

Benché sia nota l'attività limitatrice di alcuni entomofagi presenti in natura (Pnigalio mediterraneus,Opius concolor), le strategie di difesa attuate nei confronti della Mosca dell'olivo sono basate perlopiù sulla lotta di tipo chimico ed in particolare sull'applicazione di prodotti ad azione larvicida fra i quali il Dimetoato, attualmente rappresenta quello maggiormente impiegato. Gli interventi insetticidi vengono applicati all'intera chioma della pianta, al raggiungimento di una soglia di intervento prestabilita (10% di drupe infestate).

Attualmente risultano registrati anche prodotti ad azione adulticida e deterrenti dell'ovideposizione, entrambi registrati anche per l'impiego in aziende biologiche.

Negli ultimi anni, proprio grazie anche all'incremento delle aziende che praticano agricoltura biologica, si sono diffusi sistemi di controllo adulticidi biotecnici basati sulla cattura massale degli adulti mediante l'impiego di trappole con attrattivi di vario tipo (cromotropici, proteine idrolizzate, sali di ammonio, feromoni) oppure con la combinazione di due o più attrattivi diversi.

Sperimentazione a Brescia Anche in provincia di Brescia la Mosca rappresenta una temutissima avversità, che ogni anno richiede il ricorso a trattamenti o strategie di contenimento al fine di limitare danni produttivi che, in annate particolarmente favorevoli allo sviluppo dell'insetto, possono raggiungere una certa gravità.

Nelle stagioni 2008 e 2009 il servizio tecnico del Consorzio di Difesa si è fatto promotore di una prova che aveva lo scopo di verificare l'efficacia di un nuovo prodotto e, visto il suo ridotto impatto ambientale, valutarne la possibilità di inserimento nelle attuali strategie di lotta biologica ed integrata contro la Mosca dell'olivo nelle aree di coltivazione lombarde. Questo innovativo prodotto è basato sull'accoppiamento di un'esca alimentare allo Spinosad, una sostanza attiva di origine naturale che agisce contro gli adulti della Mosca. Il prodotto, commercializzato dall'inizio del 2009, è stato registrato anche per le produzioni biologiche (Reg. 404/2008).

La prova è stata condotta in alcuni oliveti dell'area gardesana della Provincia di Brescia in collaborazione con AIPOL (Associazione Interprovinciale Olivicoltori Lombardi). Le relazioni che riportano la descrizione e i risultati della prova nei due anni di studio sono disponibili nell'area Documenti .